WORK // Armin Greder // ELSE //

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“Armin Greder dopo averci dato almeno tre capolavori del disegno che scruta e ‘legge’, interpreta e illumina, temi centrali di oggi e alcuni a temi di sempre (L’isola, Gli stranieri, La città) affronta ora il mondo contemporaneo, quello che ci appartiene o, meglio, a cui apparteniamo, e lo fa sotto il profilo della mutazione più radicale di tutte, che è pur sempre quella dell’economia.

E dunque del lavoro, dei modi di guadagnarsi la vita, perché, sì, la vita deve sempre guadagnarsela chi non appartiene alla piccolissima cerchia degli eletti, anche nella new economy e nelle sue invenzioni e illusioni.

Il ‘taglio’ dell’immagine focalizza un particolare e sceglie un colpo d’occhio, un’inquadratura, la simpatia o antipatia che a volte si fanno evidenti, l’uso accorto e parco del colore, la magistrale intelligenza nell’individuare il senso ultimo, il significato primo di una professione servono a comunicare, infine, una sorta di ansia che è allo stesso tempo concreta e metafisica, l’angoscia di vivere in questo tempo e di temere che possano non esserci altri tempi, o, se ci saranno, non migliori di questo ma certamente peggiori”. 

tratto dalla postfazione di Goffredo Fofi

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