➻ ➻ ➻ per piccoli e per grandi che non vogliono crescere… Gli albi illustrati di Donzelli ❤

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L’estate di Garmann – Stian Hole
➻ È l’ultimo giorno delle vacanze estive. Le vecchie zie sono venute in visita e nell’aria c’è già l’autunno. I denti di Garmann non simuovono. Lui se li è toccati ogni giorno per tutta l’estate, ma ormai è una questione urgente. La scuola comincia domani. Garmann ha paura. Ma anche i grandi ce l’hanno, ognuno la sua… Vincitore dei più prestigiosi premi internazionali: Bologna Ragazzi Award 2007 Prix Sorcières 2009 Best Children’s Book of the Year 2009
L’estate di Garmann è il primo di una serie di fortunati libri dedicati da Stian Hole al lentigginoso biondino alle prese con la scoperta del mondo. L’estate di queste pagine sorpredenti è quella che precede l’inizio della scuola elementare, ecco perché Garmann ha tanta, ma proprio tanta paura. E l’unico modo di tenerla a bada è di scoprire se ce l’hanno anche gli altri – per esempio le tre scanzonate e attempatissime ziette che trascorrono l’estate in casa sua; oppure la mamma, provetta giardiniera; o il papà, giramondo maestro d’orchestra. E la risposta è Sì! Anche loro, i grandi, hanno un sacco di paura – chi di non riuscire più a camminare, chi di perdere la dentiera, chi di morire, e chi di allontanarsi da  Insomma, quando l’estate finisce e le ziette tornano in città, Garmann è pronto: la sua paura s’è fatta coraggio e l’indomani la mamma lo accompagnerà alla fermata dello scuolabus. Una storia che scopre le affinità tra le tante età della vita, con un tocco che mescola humour, poesia e tenerezza.

Il segreto di Garmann – Stian Hole
➻  «Tu ce l’hai un segreto, mamma?», chiede Garmann quando la madre va a dargli la buona notte.
La mamma esita un istante. «Sì, può darsi. Credo che tutti abbiano dei segreti», dice lentamente mentre disegna una faccia sul vetro appannato della finestra.
«E tu, Grmann?».
Garmann è timido, ma gli piace osservare i compagni. La cosa che lo attia di più è scoprire le differenze tra Hanne e Johanne. I grandi dicono sempre che le due gemelle sembrano due gocce d’acqua, ma lui è convinto di no. Hanne, infatti, è odiosa e prepotente, mentre Johanne… Tant’è che un giorno lei lo invita, di nascosto, a seguirla nel bosco e, in mezzo agli alberi, gli svela il suo misterioso segreto: una ferraglia arrugginita che a loro pare subito una navicella caduta dallo spazio. Quanti giochi e quante fantasie s’inventeranno ogni giorno intorno a quella ferraglia, di nascosto da tutti. E quanti altri segreti salteranno fuori. Johanne confesserà persino di non riuscire a dormire la notte senza la luce accesa. E mentre Johanne gli parla, Garmann sente «la pelle d’oca drizzarsi dalla punta delle dita fino ai graffi sulle ginocchia». «Tu dici che c’è un modo per fermare il tempo?» gli chiede un giorno Johanne. «Basta fare così» risponde Garmann pigiandole un dito sulla schiena, come a spegnere un interruttore. «Oppure così» risponde Johanne stampandogli un bel bacio. Dopo la scoperta della paura, durante L’estate di Garmann, il piccolo pieno di lentiggini è ora alle prese con l’universo dei segreti e con il suo primo amore.

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La gigantessa piccola cosa – Beatrice Alemagna
➻ La signora col coccodrillo l’ha aspettata per lunghi mesi, sulla soglia di casa.
Non ha mai visto arrivare niente.
C’è chi non sa riconoscerla.
Un giorno d’estate è passata da lì…
C’è chi la incrocia per caso, nell’attimo più impensato; chi l’aspetta per anni, invano; chi la incontra, ma non sa riconoscerla; chi si affanna a cercare di afferrarla; chi addirittura pensa di comprarla; chi la vede solo passare, ma si accontenta; chi ne ha paura; chi la riconosce in un odore o persino in una lacrima.
Ma che sarà mai?
È la felicità secondo Beatrice Alemagna.

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Un leone a Parigi – Beatrice Alemagna
➻ Un leone a Parigi ha vinto la prima edizione del Premio nazionale Nati per leggere:

Stufo della sua routine nella savana, un grosso leone, curioso e solitario, decide di mettersi in viaggio in cerca di un lavoro, un amore, un avvenire. 
E arriva a Parigi.
Parte così il racconto che Beatrice Alemagna dedica al cosiddetto Leone di Belfort, la scultura di Frédéric Bartholdi (lo stesso della Statua della Libertà di New York), che dal 1880 domina la Piazza Denfert-Rochereau, ed è da sempre uno sei simboli dell’iconografia della capitale francese.
“Mi sono chiesta perché quel leone sia tanto amato dai parigini. Credo che sia perché sembra così felice, lassù dove si trova…”, spiega in fondo al libro l’autrice.
Una storia surreale, tutta affidata alla forza evocativa delle enormi immagini e ai collage, che mescolano la forza visionaria di una storia fantastica agli squarci sulla routine e sui luoghi di una Parigi sulle prime distratta e disinteressata al nuovo arrivato. 

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