** Arto Paasilinna Memorial Tour | mercoledì 30/01/2019 h.19 | da Kindustria **

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• • • ARTO PAASILINNA MEMORIAL TOUR • • •
• • • • mercoledì 30, ore 19:00 | Kindustria • • • •

Lo avete letto, lo avete amato. Avete riso (moltissimo), e anche sorriso, tra le sue pagine. I suoi titoli sono indimenticabili: “Piccoli suicidi tra amici”, “L’anno della lepre”, “Il bosco delle nevi”, “Il migliore amico dell’orso”, “Il mugnaio urlante”, e altri ancora…

Lo scrittore finlandese Arto Paasilinna ci ha lasciati da poco, e noi, insieme con Iperborea Casa Editrice che da sempre lo traduce in Italia e altre librerie italiane [trovate qui sotto le tappe], abbiamo voluto ricordarlo e celebrarlo attraverso

• • • un reading di Valerio Millefoglie • • •

Un reading fatto di voci registrate * , frammenti musicali, letture e ricordi. Una parte dello spettacolo sarà dedicata anche a Opera Omnia, la performance ideata dallo stesso Millefoglie per i Boreali 2018, in cui ha letto al pubblico 17 libri di Arto Paasilinna in 58′ e 30”.

• • Vi aspettiamo, con un bicchiere di verdicchio e un sorriso • •

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Chi vorrà essere intervistato da Valerio Millefoglie dovrà rispondere alle seguenti domande scrivendo a memorialpaasilinna@gmail.com:
Come hai scoperto Arto Paasilinna?
Qual è il primo dei suoi libri che hai letto?
Che anno e che periodo della tua vita era?
Qual è la tua frase preferita di Paasilinna?
Cosa ti mancherà di lui?
In che punto della libreria hai sistemato i suoi romanzi (accanto a quali altri autori)?

Gli autori delle risposte più interessanti saranno ricontattati da Valerio Millefoglie che li intervisterà telefonicamente e registrerà le loro voci.
Chi ne avrà la possibilità potrà poi intervenire anche nel corso di una delle serate in programma.

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Le altre tappe del tour:
– martedì 15, ore 18:30, PAVIA Libreria Il Delfino
– mercoledì 16, ore 18, BRESCIA Nuova Libreria Rinascita
– giovedì 17, ore 18:30, PADOVA Libreria Laformadelibro
– venerdì 18, ore 20:30, TRENTO Viaggeria
– sabato 19, ore 19, UDINE Libreria Moderna Udinese
– martedì 22, ore 18:30, MODENA Libreria Ubik Modena
– mercoledì 23, ore 18:30, FIRENZE Todo Modo
– sabato 26, ore 18, LECCO la Libreria Volante
– martedì 29, ore 19:30, ROMA Tomo Libreria Caffè
– mercoledì 30, ore 19, MATELICA, Kindustria
– domenica 24 febbraio, ore 19:30, MILANO I Boreali

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Settembre 2018 // ricominciano gli appuntamenti da Kindustria

Venerdì 21 settembre alle ore 19 K°restart: ricominciano gli appuntamenti in libreria con Gianfranco Di Fiore e il suo romanzo “Quando sarai nel vento”.

Abele ha lasciato il Cilento per studiare i venti sulle montagne abruzzesi. Da una stazione meteo in cui le strumentazioni adeguate sembrano non arrivare più, si stende un paesaggio quasi lunare, devastato dal sisma e spopolato tanto di individui quanto di umane speranze. Abele allora occupa il tempo guardando le pendici cangianti del Gran Sasso, auscultando con uno stetoscopio elettronico il brusio sommerso della Terra e scattando fotografie alla sua «mano guasta». Quando scende da quell’eremitaggio accademico, si divide tra la stanza in affitto dagli Hensel – una coppia di vecchi ebrei che usano la crudeltà come moneta di scambio col mondo –, qualche rave in cui l’ecstasy allontana e scolla il rapporto tra percezioni e realtà, e le ore passate a fantasticare di un film sul vento con Marlena, la desolata Beatrice che diventa a poco a poco la regina di quell’universo in attesa. A spezzare quella stagnante bonaccia – interiore ed esteriore – il passato che torna e la necessità di un viaggio che porterà Abele alla ricerca del padre tra l’Argentina, New York e Parigi. Un viaggio intrapreso con Marlena, sotto i cui passi esiste «solo il silenzio della grazia», ma ugualmente composto di solitudine e inerzia: il vento è ormai scomparso e, senza la sua spinta, l’umanità terrigna che accompagna le scoperte di Abele, l’odore acre degli incendi che devastano il Sud del Pianeta, le lotte di ecologisti in tuta bianca e maschera antigas che si ispirano a Walt Whitman, rimangono sospesi, avvolti da sonorità limpide e luci inflessibili, come tante istantanee in lotta contro tutto ciò che passa, si dissolve, si dimentica.
Quando sarai nel vento è una sinfonia in quattro movimenti in cui ogni motivo – esposto, sviluppato e ripreso – è un carotaggio delle infinite vibrazioni che agitano noi e il mondo; raramente all’unisono ma sempre in attesa della chiave che le doti di un ordine, di una cadenza che le restituisca all’armonia.

Vi aspettiamo!

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Yona Friedaman: ogni utopia è realizzabile • incontro con Manuel Orazi (Quodlibet) da Kindustria • Venerdì 20 aprile ore 19:00 •

Yona Friedaman: ogni utopia è realizzabile • incontro con Manuel Orazi (Quodlibet) da Kindustria • Venerdì 20 aprile ore 19:00 •

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> Utopie realizzabili (Quodlibet) * Tra i numerosi testi teorici pubblicati da Yona Friedman – in campi differenti, dalla sociologia alla fisica – Utopie realizzabili (scritto nel 1974) si presenta come un’apparente contraddizione in termini. Eppure avverte Friedman, credere in un’utopia ed essere contemporaneamente realisti non è una contraddizione, «un’utopia è, per eccellenza, realizzabile» a condizione di ottenere il necessario consenso collettivo perché un’utopia imposta con la forza non è più tale. Un’utopia generosa e non paternalista non può essere realizzata da una massa: solo i piccoli gruppi possono farlo perché solo al loro interno la comunicazione diretta è efficace: «La comunicazione generalizzata è quindi possibile solo quando i fatti da comunicare sono già noti a tutti in precedenza; non è possibile per propagandare idee nuove». La critica radicale della comunicazione globale – abbozzata ben prima dell’avvento di Internet – e la teoria del “gruppo critico”, argomentate con un linguaggio piano e razionale, sono forse i risultati principali di questo studio che oltre alla teoria offre delle regole per la sua applicazione. Dopotutto la fiducia di Friedman quasi messianica nei piccoli gruppi di oggi, che saranno le maggioranze del futuro, riflette quanto aveva già constatato Robert Musil: «ma utopia ha pressappoco lo stesso significato di possibilità […] Il presente non è altro che un’ipotesi ancora non superata».

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Utopie realizzabili // Traduzione di Susanna Spero // Postfazione di Manuel Orazi

Tetti (Quodlibet) * Dopo una lunghissima gestazione, vede finalmente la luce Tetti. Scritto a partire dagli anni Settanta, raccoglie informazioni pratiche (testate per l’Unesco dall’autore stesso) sulla costruzione di tetti e ripari, che intendevano venire incontro alle esigenze materiali dei poveri nei Paesi del Terzo mondo. Si tratta di un’opera strutturata in modo composito, poiché costituita di manuali scritti autonomamente l’uno dall’altro, e felicemente rappresentativa della maturità di Friedman, che già in quegli anni aveva deciso di focalizzare i suoi interventi sulle modalità di inclusione degli abitanti nella progettazione del loro habitat, in quanto «la partecipazione non è spontanea e non può essere rivendicata di punto in bianco». Se Utopie realizzabili rappresenta la summa teorica di questo intenso periodo dell’architetto franco-ungherese, i manuali costituiscono il principale strumento comunicativo destinato a rendere concrete quelle utopie.
I manuali si compongono di disegni essenziali, «da lavagna», che possono essere letti e interpretati anche da persone illetterate – circostanza che convinse Indira Gandhi a stamparne un grande numero di copie e contribuì all’istituzione del Museum of Simple Technology fondato da Friedman a Madras, l’attuale Chennai, alla metà degli anni Ottanta.
In Tetti, l’autore sottopone all’attenzione dei suoi lettori il dato di fatto che i diversi problemi delle città moderne sono il risultato di atteggiamenti irresponsabili nei confronti della terra. Questa tesi, come Andrea Bocco spiega nel saggio in chiusura del volume, era perfettamente in linea con il pensiero di alcuni architetti (fra i quali ricordiamo Christopher Alexander, Enzo Mari, Victor Papanek e Bernard Rudofsky) che in quel momento storico esprimevano una forte critica verso la società industriale. Inoltre, l’autoprogettazione che Friedman ha sempre cercato di promuovere era in sintonia anche con l’idea di convivialità perseguita dal suo «compagno segreto», Ivan Illich. Questo irregolare pensatore mitteleuropeo, con cui in quegli anni aveva stretto amicizia, riteneva infatti che la convivialità fosse «il contrario della produttività industriale», e che l’architettura potesse essere, appunto, uno strumento conviviale, in grado di consentire agli uomini di partecipare attivamente alla creazione della vita sociale. Creandola con le proprie mani.
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«I problemi della casa non riguardano solo i poveri. Vogliamo proporre soluzioni interessanti per tutte le società. Ma poiché dobbiamo stabilire delle priorità, abbiamo privilegiato le tecniche accessibili alle persone più povere».

Yona Friedman // Tetti // A cura di Andrea Bocco

 

 

La manutenzione dei sensi (Fazi editore) • Franco Faggiani da Kindustria Venerdì 13 aprile ore 19:00 •

La manutenzione dei sensi (Fazi editore) • Franco Faggiani da Kindustria • Venerdì 13 aprile ore 19:00 •

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A un incrocio tra casualità e destino si incontrano Leonardo Guerrieri, vedovo cinquantenne, un passato brillante e un futuro alla deriva, e Martino Rochard, un ragazzino taciturno che affronta in solitudine le proprie instabilità. Leonardo e Martino hanno origini ed età diverse, ma lo stesso carattere appartato. Il ragazzo, in affido temporaneo, non chiede, non pretende, non racconta: se ne sta per i fatti suoi e non disturba mai.
Alle medie, però, a Martino, ormai adolescente, viene diagnosticata la sindrome di Asperger.
Per allontanarsi dalle sabbie mobili dell’apatia che sta per risucchiare entrambi, Guerrieri decide di lasciare Milano e traslocare in una grande casa, lontana e isolata, in mezzo ai boschi e ai prati d’alta quota, nelle Alpi piemontesi.
Sarà proprio nel silenzio della montagna, osservando le nuvole in cielo e portando al pascolo gli animali, che il ragazzo troverà se stesso e il padre una nuova serenità. A contatto con le cose semplici e le persone genuine, anche grazie all’amicizia con il burbero Augusto, un anziano montanaro di antica saggezza, padre e figlio si riscopriranno più vivi, coltivando con forza le rispettive passioni e inclinazioni.
Una storia positiva è al centro di questo romanzo che trabocca di umanità e sensibilità autentiche e che contiene una riflessione sul labile confine che divide la normalità dalla diversità.
Un romanzo sul cambiamento, la paternità, la giovinezza, in cui padre e figlio ritroveranno la loro dimensione più vera proprio a contatto con la natura, riappropriandosi di valori irrinunciabili come la semplicità e la bellezza.

«Ma tu, quando hai saputo che Chiara era morta, cos’hai detto?».
«Non scherzi stasera con le domande, eh? Vuoi proprio saperlo? Non ho detto niente. Non sono riuscito a dire una parola per giorni, avevo un dolore allo stomaco che non mi faceva stare in piedi. E la testa leggera, perché vuota. Sono andato avanti così per un bel po’».
«E poi?».
«Poi qualcuno mi ha salvato».

Voragine (il Saggiatore) di Andrea Esposito da Kindustria • Venerdì 6 aprile ore 19:00

• Voragine (il Saggiatore) di Andrea Esposito da Kindustria • Venerdì 6 aprile ore 19:00 •

Voragine

Ai margini di una città assediata, distrutta, che è ieri ed è domani, è qui ed è altrove, vive qualcuno di nome Giovanni. La sua casa è sulla terra incendiata dal gelo, in una periferia esangue, accasciata sul relitto di un acquedotto romano nei pressi di una ferrovia morta. È la casa in cui Giovanni vive e il padre e il fratello muoiono. È la casa da cui Giovanni viene cacciato e da dove comincia un vagabondaggio tra tunnel, ruderi infestati da cani, carcasse di automobili e uomini spaventati. Uomini dominati da un ferino istinto di sopravvivenza, da un’insensatezza che è costruzione e sfacelo. È destino. Una voce lo segue e lo spinge a testimoniare la fine di un mondo che non smette di finire, perché l’assedio della città c’è sempre stato. La voce atona di un profeta retroattivo, priva di pathos, che registra la violenza senza un sussulto ma rimane ipnotizzata dalla materia; che parla da un buio e da un vuoto, nomina, è interiore e rimbomba nell’ovunque. La voce che accompagna Giovanni fra le macerie mentre uomini ciechi si divorano l’un l’altro, lo scorta fra incubi di bambini in fuga e supermercati saccheggiati, in una regione più scura del sonno, senza fame e senza vita. Voragine è un paesaggio metafisico, un’apocalisse di rottami, l’endoscheletro di un romanzo di formazione. È l’esordio di Andrea Esposito, un narratore che, come un Piranesi distopico, trascina le sue rovine in un futuro anteriore, prossimo e remoto; e, con frasi che risuonano come colpi di martello sulla lamiera, racconta una ferocia che è organismo e linguaggio, componendo la fiaba nera di un passato in macerie, di un millennio in disfacimento, di un presente orfano.

• Atlante delle meraviglie. Sessanta piccoli racconti mondo (minimum fax) • Danilo Soscia da Kindustria • Venerdì 16 marzo ore 19:00 •

• Atlante delle meraviglie. Sessanta piccoli racconti mondo (minimum fax) • Danilo Soscia da Kindustria • Venerdì 16 marzo ore 19:00 •

Piccolo dizionario sociale del terremoto

C’era una volta la Wunderkammer, la camera dei prodigi: collezione di oggetti rari e squisiti, meraviglie della tecnica, orrori sublimi della natura e della storia.
Danilo Soscia riprende questo immaginario e raccoglie sessanta parabole esemplari, memorie infedeli, miti e fantasmi, inventando una sulfurea e personalissima Spoon River e narrando con uno stile potente e originale le inquietudini e le ossessioni che da sempre attanagliano il cuore e la mente degli uomini. L’Atlante è dunque molti libri insieme: può essere letto dall’inizio alla fine come un catalogo fantastico delle passione e delle avventure umane, oppure può essere percorso seguendo a piacere la fitta trama di temi e luoghi che lo sottende.
Di racconto in racconto, incontriamo uomini non illustri accanto ad Arthur Rimbaud, Gesù, Mao, Antigone, San Francesco, Jurij Gagarin e Friedrich Nietzsche, e ogni personaggio, oscuro o eminente, ci chiede di partecipare al destino e ci trae con forza irresistibile dentro il suo mondo. La Berlino di Bertolt Brecht e quella del panda Bao Bao si collegano alla Parigi di Walter Benjamin, e il viaggio della nave di Odisseo all’isola di Circe prosegue nell’avventura di una cagnetta selvatica, in orbita intorno alla Terra a bordo di un’angusta navicella spaziale.
Una scrittura animata da un’impetuosa forza creativa e visionaria, nella tradizione di Manganelli, Mari e Borges.

 

Piccolo dizionario sociale del terremoto di Marco Giovagnoli da Kindustria // venerdì 9 marzo ore 19:00

Piccolo dizionario sociale del terremoto di Marco Giovagnoli //
Venerdì 9 marzo ore 19:00 // Kindustria

Progetto senza titolo

Che tipo di malta lega assieme una comunità? Quale
processo di piano la zonifica? Che profilo professionale
ha il “divino muratore” chiamato ad intervenire sulle
macerie della comunità? Quanto cemento (legno,
acciaio) e quali fondamenta servono per ricostruirla?

Marco Giovagnoli ci racconta come ha costruito questo dizionario sociale e quale significato hanno assunto alcune parole-chiave di ispirazione “sociale”.